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Salverò Raffaello. Antonio Canova alla battaglia del Louvre
€ 19,00
Dettagli
| FORMATO | Rilegato |
| EDITORE | Nuova Trauben |
| EAN | 9791281801202 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Letteratura |
| LINGUA | ita |
Descrizione
Il romanzo riempie i vuoti lasciati dagli storici. Si sa. Nel nostro caso è il filo che ricuce la scena e il ricco retroscena dell'avventuroso viaggio a Parigi di Antonio Canova, mandato dal Papa nel 1815 a recuperare statue e quadri di assoluto valore che le armate napoleoniche avevano rastrellato nelle chiese e nei palazzi nobiliari dello Stato Pontificio in vent'anni di sistematici saccheggi. Furono sequestri seriali "manu militare", ribattezzati con il termine "spoliazioni". Ruberie perpetrate in gran parte dell'Italia centro settentrionale - allora divisa in regni, ducati, granducati e via elencando. Sequestri ingiustificati che non risparmiarono il resto dell'Europa più ricca di allora. Così nasce Salverò Raffaello. Il sottotitolo precisa: Canova alla battaglia del Louvre. Perché di vera e propria guerra si trattò, prima di tutto in nome dell'arte e della cultura ma al momento buono soprattutto una guerra di spie. Sottofondo costante dello scontro ufficiale, al più alto livello diplomatico e politico, che Pio VII, re senza esercito, sembrava aver perso in partenza di fronte ai tracotanti Borboni tornati sul trono e allo zar Alessandro che li sosteneva armando intrighi contro gli ex alleati. Una lotta impari che lo scultore veneto-romano, considerato il più grande artista del tempo, vinse invece per miracolo, riportando in patria almeno metà del patrimonio. Furono due mesi, da fine agosto a fine ottobre, vissuti davvero pericolosamente, rasentando spesso il dramma, in una Parigi occupata da quattro eserciti in concorrenza tra loro, quando ancora non si era spento la eco di Waterloo e Napoleone era vivo e presente nello spirito di molti francesi, sebbene prigioniero e in viaggio verso Sant'Elena. Questo libro, frutto di ricerche negli archivi parigini finalizzate a una tesi di laurea in museologia all'Università di Firenze, ricostruisce quelle settimane di fine estate e inizi di autunno sulle rive della Senna, dove si è trasferito in blocco il Congresso di Vienna, nelle persone fisiche di re e imperatori accompagnati da corti sfarzose che stordiscono la città con manovre e macchinazioni, nonché con una marea di pettegolezzi piccanti e balli sontuosi. Gli autori sono entrambi giornalisti. Daria Lucca, cronista giudiziaria, per un quarto di secolo nella redazione de il manifesto, è autrice di saggi e romanzi a tinte forti. Ivo Carezzano, cronista di frontiera, lavora prima al Secolo XIX e poi al Messaggero di cui è stato a lungo vicedirettore vicario.