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Elogio del margine-Scrivere al buio
€ 17,00
Dettagli
| FORMATO | Brossura |
| EDITORE | Tangerin Editrice |
| EAN | 9791282493215 |
| ANNO PUBBLICAZIONE | 2026 |
| CATEGORIA |
Scienze sociali |
| LINGUA | ita |
Descrizione
«La marginalità è un luogo di radicale possibilità, uno spazio di resistenza»: così bell hooks descrive il margine - non una condizione di privazione, ma un luogo capace di offrirci «una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi». Cresciuta in una piccola comunità nera segregata del Kentucky, bell hooks approda nel mondo accademico quasi da outsider e si fa strada fino a diventare una delle voci più influenti del femminismo mondiale, restando fedele a quel punto di osservazione anche una volta arrivata al "centro". Elogio del margine raccoglie i saggi in cui questo sguardo prende forma, a partire da una condizione precisa: quella di una donna nera cresciuta in povertà, per cui genere, razza e classe non sono questioni separabili. La casa che le donne nere costruiscono come riparo dalla violenza razzista e luogo dove, per la prima volta, essere soggetti e non oggetti; il senso del bello che le insegna sua nonna Baba, estraneo ai canoni della "grande arte" bianca; la denuncia di un sessismo che, dentro la comunità nera, si somma al razzismo subito fuori. Scrivere al buio è un lungo dialogo, insieme critico e confidenziale, con Maria Nadotti, in cui questi temi si misurano con la vita quotidiana: i legami di coppia e di famiglia, il denaro, l'istruzione, la scrittura stessa. È tra queste pagine che emerge anche uno dei nodi più scomodi del suo pensiero: la critica a un femminismo bianco che pensa le donne come una "casta" unica, negando che razza, classe e nazionalità le separino più di quanto il genere le unisca. A rilanciare oggi questi testi, con cui l'autrice è diventata nota al pubblico italiano, è una nuova prefazione di Maria Nadotti, che nel presente di guerre e migrazioni forzate rintraccia le nuove forme di quella "linea del colore" che bell hooks pose al centro del proprio femminismo.