Per gli acquisti online: spese di spedizione gratuite da 25€ - Per i soci Coop o con tessera fedeltà Librerie.coop gratuite a partire da 19€.
EBOOK - epub
Descrizione
Il 4 febbraio 2026 si è concluso il processo di primo grado che a piú di cinquant'anni dal fatto ha condannato all'ergastolo i sequestratori di Cristina Mazzotti, una ragazza di diciotto anni rapita e uccisa dalla 'Ndrangheta in Lombardia nel 1975. Il suo corpo venne ritrovato in una discarica in Piemonte dopo che Cristina aveva trascorso gran parte dei suoi due mesi di segregazione nascosta in una buca all'interno di una cascina. Il suo rapimento rientra in un fenomeno che negli anni Settanta del secolo scorso divenne notizia quotidiana in Italia e che perdurò per un trentennio, arrivando a registrare quasi settecento casi in tutto il Paese. Legato al banditismo sardo, a Cosa Nostra e in particolare alla 'Ndrangheta, il sequestro di persona era un crimine che disumanizzava le vittime e gettava nel terrore le loro famiglie e la società al solo scopo di estorcere denaro. Sebbene quegli atti di violenza perpetrati dal banditismo e dalla criminalità organizzata avessero raggiunto all'epoca una scala nazionale e segnato l'identità del Paese, oggi il fenomeno del sequestro a scopo di estorsione appare ampiamente oscurato dai crimini e dai rapimenti politici compiuti dal terrorismo di matrice ideologica, per il quale soprattutto sono ricordati gli anni Settanta. Partendo da documenti d'archivio e dalle testimonianze delle vittime, questo libro esamina, su basi cronologiche e geografiche, le origini, la diffusione e lo sviluppo del fenomeno dei sequestri di persona a scopo di estorsione e, su basi tematiche, le sue rappresentazioni sociali, politiche e ontologiche. Al di là del mero studio della criminalità organizzata, l'obiettivo è di riportare alla memoria un capitolo dimenticato dell'Italia moderna.